
Nei dintorni
L’antico sito di Campochiesa e la villa rurale di Morteo
Morteo figura tra quelle ville che vennero assorbite dalla nascente Campochiesa nel XIV secolo.
Le prime notizie che abbiamo riguardo al sito risalgono al 1225, quando nacquero alcune controversie tra il comune e il vescovo ingauni che rivendicavano, rispettivamente, il dominio territoriale e temporale della zona.
Nel 1314 la terra passa sotto il controllo del comune di Albenga e la ritroviamo nel 1326 nel cartularium talee affianco all’ormai consolidato paese di Campochiesa, il quale insieme a Morteo conta 58 fuochi familiari e 261 anime. Tra il XV e il XVI secolo Morteo gode di un certo benessere, testimoniato dalla costruzione della cappelletta alla fine del 1400. Per motivi non ancora chiari, però, nel 1571 il paesino incomincia a spopolarsi.
Oggi l’antica località di Morteo si può raggiungere superando il paese di Campochiesa ed addentrandosi in un sentiero collinare che regala una vista panoramica della città ingauna con le sue torri medievali e dell’isola Gallinara che le sta di fronte.
Testo di Marta Piraldo
La Via Julia Augusta
La strada romana a picco sul mare che collega Albenga (SV) ad Alassio (SV) è un percorso semplice e suggestivo, lungo il quale ci si imbatte anche nelle rovine di una chiesa romanica del IX secolo.
Il percorso è lungo circa 5 km ed è percorribile anche in mountain-bike.

Nei dintorni
L’antico sito di Campochiesa e la villa rurale di Morteo
Morteo figura tra quelle ville che vennero assorbite dalla nascente Campochiesa nel XIV secolo.
Le prime notizie che abbiamo riguardo al sito risalgono al 1225, quando nacquero alcune controversie tra il comune e il vescovo ingauni che rivendicavano, rispettivamente, il dominio territoriale e temporale della zona. Nel 1314 la terra passa sotto il controllo del comune di Albenga e la ritroviamo nel 1326 nel cartularium talee affianco all’ormai consolidato paese di Campochiesa, il quale insieme a Morteo conta 58 fuochi familiari e 261 anime. Tra il XV e il XVI secolo Morteo gode di un certo benessere, testimoniato dalla costruzione della cappelletta alla fine del 1400. Per motivi non ancora chiari, però, nel 1571 il paesino incomincia a spopolarsi.
Oggi l’antica località di Morteo si può raggiungere superando il paese di Campochiesa ed addentrandosi in un sentiero collinare che regala una vista panoramica della città ingauna con le sue torri medievali e dell’isola Gallinara che le sta di fronte.
Testo di Marta Piraldo

La Via Julia Augusta
La strada romana a picco sul mare che collega Albenga (SV) ad Alassio (SV) è un percorso semplice e suggestivo, lungo il quale ci si imbatte anche nelle rovine di una chiesa romanica del IX secolo. Il percorso è lungo circa 5 km ed è percorribile anche in mountain-bike.

Dove siamo
Campochiesa, lungo la via Julia Augusta, è un borgo a schema lineare posto sulla dorsale di una delle colline che delimitano la pianura di Albenga.
Venne fondata dai Templari nella prima metà del XII secolo, i quali imponevano anche il voto di protezione sui pellegrini diretti in Terrasanta.
Per questo motivo acquistarono, in regione Pratis delle Campore, un appezzamento di terreno confinante con la Via Julia-Augusta su cui sorgeva l’abside di un’antica chiesa di età bizantino-longobarda diroccata.
Il sito ov’erano sorti la prima chiesa e la Magione del Tempio assunse la denominazione di Campus Ecclesiae, ovvero Campochiesa. In pochi anni intorno alla Magione sorsero abitazioni di coloni ed addetti al tempio. San Calocero de Pratis in seguito divenne San Giorgio di Campochiesa ed ancor ora a distanza di oltre 800 anni è destinato a chiesa cimiteriale del paese. Campochiesa fino al 1926 fu libero comune autonomo e conteneva le frazioni di Salea, Torre Pernice e San Giorgio; la Casa Comunale venne costruita sull’antica piazza della chiesa, a fronte della Magione del Tempio.
Testo di Danilo Sandigliano
Campochiesa, lungo la via Julia Augusta, è un borgo a schema lineare posto sulla dorsale di una delle colline che delimitano la pianura di Albenga.
Venne fondata dai Templari nella prima metà del XII secolo, i quali imponevano anche il voto di protezione sui pellegrini diretti in Terrasanta. Per questo motivo acquistarono, in regione Pratis delle Campore, un appezzamento di terreno confinante con la Via Julia-Augusta su cui sorgeva l’abside di un’antica chiesa di età bizantino-longobarda diroccata.
Il sito ov’erano sorti la prima chiesa e la Magione del Tempio assunse la denominazione di Campus Ecclesiae, ovvero Campochiesa. In pochi anni intorno alla Magione sorsero abitazioni di coloni ed addetti al tempio. San Calocero de Pratis in seguito divenne San Giorgio di Campochiesa ed ancor ora a distanza di oltre 800 anni è destinato a chiesa cimiteriale del paese.
Campochiesa fino al 1926 fu libero comune autonomo e conteneva le frazioni di Salea, Torre Pernice e San Giorgio; la Casa Comunale venne costruita sull’antica piazza della chiesa, a fronte della Magione del Tempio.
Testo di Danilo Sandigliano